25 ottobre
Fuori piove.
E penso alla giustizia.
E penso ad un ragazzo, che ora è in galera.
E penso a come sia stata strumentalizzata la sua vicenda, e come la politica sia di destra che di sinistra, lo stia condannando e consegnando ad un futuro che nessuno di noi si aspettava.
E penso che quello di cui parlano i giornali e la televisione non è il nostro amico, è una vittima espiatoria di una guerra che ci riguarda tutti, che ci coinvolge, le cui armi invisibili usate sono quelle della paura, del dubbio, del sospetto di ciò che è estraneo, della disinformazione, dei concetti imboccati in modo da evitare qualsiasi pensiero autonomo e svincolato, o ancor peggio, qualsiasi pensiero.
Il bene è relativo, così come il male.
Dario è stato accusato di essere un terrorista, insieme ad altri 4 ragazzi tra i 20 e i 25, e ad un uomo di 42 anni.
Non gli è stato mandato nessun avviso di garanzia, come fosse un vero criminale omicida, è stato preso a casa sua con un blitz dei carabinieri, o meglio, dei Ros, Raggruppamento Operativo Speciale, quelli che hanno preso Provenzano, per intenderci.
Un elicottero della Benemerita sorvolava la casa, sorvegliando dall’alto l’operazione.
Lui si è addirittura spaventato vedendo uomini incappucciati davanti casa sua, e ha chiamato il 112.
“Sono uomini nostri, falli entrare” gli hanno detto.
E gli hanno perquisito la casa, hanno preso oggetti, telefono, computer, carte, libri, dischi, riviste.
E poi lo hanno portato in galera insieme ad altri ragazzi.
Senza la possibilità di vedere un avvocato.
Fino al giorno dell’interrogatorio.
Giornali e telegiornali, intanto, parlano di terroristi anarco-insurrezionalisti.
Che fanno parte dell’organizzazione terroristica Coop-Fai, che hanno minacciato di morte non solo la presidente di regione, ma anche l’attuale primo ministro.
Ringraziamenti da parte della governatrice di regione per averli fermati.
Ringraziamenti dai cittadini.
Il procuratore dice:
"Penso che i loro programmi siano stati interrotti dal nostro intervento, e' stato bene, nell'opera di prevenzione che svolgono le forze di polizia”.
Il vicecomandante dei Ros dice:
"Pur non essendoci ipotesi concrete sugli obiettivi futuri del gruppo non era difficile prevedere l'innalzamento del livello di scontro”.
E quindi li hanno arrestati PRIMA che commettessero qualsiasi azione, PREVENTIVAMENTE.
Che in questo mondo non ci basta la guerra preventiva, ora si parla anche di arresti preventivi.
MINORITY REPORT.
Le loro accuse, vanno dalla colpa di aver scritto su muri ingiurie al sindaco della città, e di aver tirato bottiglie a dei cantieri vergognosi che stanno deturpando una bellissima cittadina.
E che POTREBBERO far parte dell’associazione terroristica Coop-Fai, rea di aver spedito a Prodi e alla Lorenzetti proiettili in busta chiusa.
Ma i giornali riportano:
“I cinque arrestati sono "ritenuti responsabili di organizzazione o partecipazione a un'associazione sovversiva d'ispirazione anarco-insurrezionalista denominata 'Coop/Fai' (Contro ogni ordine politico/Federazione anarchica informale), dedita al compimento di azioni criminose con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico, attiva in Umbria e con ramificazioni in altre località del territorio nazionale", dice una nota del Ros.
Le indagini, spiega la nota, hanno permesso di smantellare una cellula inserita "nel più ampio progetto sovversivo da tempo avviato dal 'Fai' ... responsabile di numerosi attentati in varie località del territorio nazionale. Comparsa per la prima volta ... nel dicembre del 2003, aveva rivendicato gli attentati con pacchi bomba all'on. Romano Prodi, all'epoca presidente della Commissione europea, nonché al presidente della Banca centrale europea e alle sedi di Europol ed Eurojust".
Gli arrestati sono accusati di danneggiamenti a cantieri ed edifici pubblici; vilipendio e ingiurie nei confronti di istituzioni dello Stato e suoi rappresentanti; istigazione a delinquere, furto e procurato allarme; minacce di morte al sindaco di Spoleto; minacce di morte ad alcuni carabinieri; detenzione di armi e munizioni.
Lo scorso agosto avrebbero inoltre inviato alla presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti (Ds), una busta con un proiettile e minacce di morte.”
Se la verità dice che ad essere accusata è la cellula terroristica, automaticamente i giornali dicono che sono questi ragazzi arrestati ad essere gli artefici delle accuse rivolte, perché (POTREBBERO) far parte dell’organizzazione.
E lo dicono omettendo il condizionale. Ovvio.
E allora si comincia a credere che la vicenda abbia avuto un’incredibile campagna sensazionalistica solo per gettare sabbia negli occhi. Per distogliere l’attenzione da altro. Perché del problema che sta alle spalle dei nostri amici, se ne sono occupate anche “Le Iene”.
Supponiamo anche noi, allora, che nell’area geografica avvengano magagne politico-finanziarie.
Possiamo supporre, allora, che i cantieri aperti nella cittadina siano frutto di compromessi.
Possiamo supporre che grazie a questi compromessi le tasche di qualcuno si stanno riempiendo a dismisura.
Possiamo supporre che per ottenere il permesso di costruire un parcheggio sul terreno di un privato, la giunta comunale abbia concesso al sedicente privato il permesso di costruire palazzi di 5 piani in pieno centro storico.
Possiamo supporre che la vista di questo Ecomostro, non sia di gran vantaggio ad una cittadina che vive di turismo.
Possiamo supporre che questa sia una speculazione edilizia.
Possiamo supporre che i cittadini siano leggermente incazzati.
Possiamo supporre che anche un ottantenne snervato da cotanto schifo tenti di accoltellare il sindaco.
Possiamo supporre che nessuno ha l’interesse a far trapelare la notizia.
Possiamo supporre che con l’operazione di arresto di questi ragazzi si voglia far vedere che in Italia tutto va bene, tutto funziona, quando sappiamo che non è assolutamente così.
Possiamo supporre che gli arresti preventivi siano anticostituzionali, e che vadano a lenire l’alto concetto di scelta e di libero arbitrio dell’individuo.
Possiamo supporre che non sia certo questa il modo giusto di operare.
Il bene è relativo, così come il male.
Io non so dov’è che sta la giustizia.
So solo che fuori piove.
E che Dario sta guardando questa stessa pioggia dalle sbarre di una cella.
Per approfondire:
http://www.spoletonline.com/index.php?sezione=articolo&azione=leggitutto&id=43909&from=&paginafrom=
non credo necessiti di presentazoni. un artista un po' troppo messo da parte. ho pensato di omaggiarlo un poco con il testo di una delle sue canzoni più belle, critiche e criticate.
grazie giorgio.
IO SE FOSSI DIO
Io se fossi Dio
e io potrei anche esserlo
sennò non vedo chi.
Io se fossi Dio
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente
non sarei mica un dilettante
sarei sempre presente.
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese
com’è noioso
non commette mai peccati grossi
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l’errore piccolino
non lo conti o non lo veda.
Per questo
io se fossi Dio
preferirei il secolo passato
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico
dove si odiava e poi si amava
e si ammazzava il nemico.
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli.
Io se fossi Dio
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
Io se fossi Dio
sarei sicuramente molto intero e molto distaccato
come dovreste essere voi.
Io se fossi Dio
non sarei mica stato a risparmiare
avrei fatto un uomo migliore.
Sì, vabbe’, lo ammetto
non mi è venuto tanto bene
ed è per questo, per predicare il giusto
che io ogni tanto mando giù qualcuno
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino.
Io se fossi Dio
non avrei fatto gli errori di mio figlio
e sull’amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po’ meglio.
Infatti non è mica normale che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India
c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna
che viene da dire
“Ma dopo come fa a essere così carogna?”
Io se fossi Dio
non sarei ridotto come voi
e se lo fossi io certo morirei per qualcosa di importante.
Purtroppo l’occasione di morire simpaticamente
non capita sempre
e anche l’avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare e neanche tanto convinto.
Io se fossi Dio
farei quello che voglio
non sarei certo permissivo
bastonerei mio figlio
sarei severo e giusto
stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto
e se potessi
anche gli africanisti e l’Asia
e poi gli americani e i russi
bastonerei la militanza come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri
gli stupidi e i bigotti
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti.
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli.
Finora abbiamo scherzato.
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.
E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese è solo un po’ coglione
che quell’uomo è proprio un delinquente
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia.
Io come Dio inventato
come Dio fittizio
prendo coraggio e sparo il mio giudizio e dico:
speriamo che a tuo padre gli sparino nel culo, cara figlia.
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.
Io se fossi Dio
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti
che certamente non sono brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere
e di fotografare.
Immagini geniali e interessanti
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento.
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì, vabbe’, lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia.
Ma io non sono ancora
del regno dei cieli
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli.
Io se fossi Dio
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente
nel regno dei cieli non vorrei ministri
né gente di partito tra le palle
perché la politica è schifosa e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco
che poi è un gioco di forza ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo
e tutti quelli che fanno questo gioco
c’hanno certe facce che a vederle fanno schifo
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del Pci.
Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.
Io se fossi Dio
dall’alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione.
È un uomo a tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.
Compagno radicale
la parola compagno non so chi te l’ha data
ma in fondo ti sta bene
tanto ormai è squalificata
compagno radicale
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio
dall’altra si riempiono le galere
di gente che non c’entra un cazzo.
Compagno radicale
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov’è che i cani devono pisciare.
Compagni socialisti
ma sì, anche voi insinuanti, astuti e tondi
compagni socialisti
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro
coi vostri uomini aggiornati
nuovi di fuori e vecchi di dentro
compagni socialisti, fatevi avanti
che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità
ringraziate la dilagante imbecillità.
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli.
Io se fossi Dio
non avrei proprio più pazienza
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe per il Giudizio universale.
Voi mi direte: perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti
i giovani drogati e per le bombe.
Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali
quegli altri non li capisco
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento
cioè solo l’immagine del grande smarrimento.
Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto
allora non avrei paura affatto
così potrei gridare, e griderei senza ritegno
che è una porcheria
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia.
Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento
di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento.
Ma io se fossi Dio
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti sarei severo come all’inizio
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
E se al mio Dio che ancora si accalora
gli fa rabbia chi spara
gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista
diventa l’unico statista.
Io se fossi Dio
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio
c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana
è il responsabile maggiore
di vent’anni di cancrena italiana.
Io se fossi Dio
un Dio incosciente, enormemente saggio
c’avrei anche il coraggio di andare dritto in galera
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era.
Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.
Io se fossi Dio
non mi interesserei di odio e di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l’unica vendetta
è l’unico perdono.
E allora
va a finire che se fossi Dio
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io.